FEDERAZIONE NATURISTA ITALIANA

21 Ottobre 2017 Swimming Galá Andalo Italia
Un successo del Naturismo italiano - disponibili i risultati finali
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Disposizioni per il riconoscimento della pratica del naturismo e lo sviluppo della capacità turistico- ricettiva in Italia XVII LEGISLATURA - CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE di iniziativa dei Deputati LACQUANITI, ZAN, ZARATTI, DI SALVO, DURANTI, MATARRELLI, SCOTTO, KRONBICHLER, NICCHI, MELILLA, PELLEGRINO, FRATOIANNI, RICCIATTI, MIGLIORE, SANNICANDRO, PIAZZONI, BORDO, AIELLO, COMINELLI, RAMPI, BRUNO BOSSIO, NARDI
  • ART. 1
    1. La presente legge disciplina la pratica del naturismo e la realizzazione di aree ad essa destinate. 2. E’ definito naturismo l’ insieme delle pratiche di vita all’ aria aperta che, nel rispetto degli altri, della natura e dell’ ambiente circostante, utilizzano la pratica del nudismo come forma comune di ricreazione e di sviluppo della salute fisica e mentale attraverso il contatto diretto con la natura.
  • ART. 2
    1. La pratica del naturismo non costituisce comportamento contrario alla legge né atto contrario alla pubblica decenza ai sensi dell’ articolo 726 del codice penale o atto osceno in luogo pubblico ai sensi dell’ articolo 527 del Codice Penale. Nei limiti di quanto stabilito dalla presente legge, è sempre ammessa la nudità integrale nelle spiagge o altre aree riservate ai nudisti o da essi solitamente frequentate.
  • ART.3
    1. Fermo restando quanto disposto dall’ articolo 2, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono i criteri secondo i quali i comuni possono individuare le aree pubbliche da destinare alla pratica del naturismo, anche su richiesta di associazioni, società o altri soggetti privati interessati a progettare e a gestire strutture turistico-ricettive, assegnando precedenza alle aree dove la pratica del naturismo risulta già diffusa, quali spiagge marine, lacuali, fluviali o aree boschive.
    2. Due o più Comuni vicini possono accordarsi per la individuazione di aree comuni per la pratica del naturismo.
    3. Nel caso in cui il Comune non abbia individuato apposite aree da destinare alla pratica del naturismo, in attuazione di quanto previsto dal comma 1, associazioni, società o altri soggetti privati possono chiedere all’ amministrazione comunale di destinare alla pratica del naturismo determinate aree pubbliche, anche se non già frequentate solitamente da naturisti. L’amministrazione comunale accoglie o respinge la richiesta, con provvedimento motivato, entro tre mesi dalla data della sua ricezione. Decorso tale termine senza che sia stato adottato il provvedimento, la richiesta si intende accolta. In caso di diniego della destinazione dell’ area indicata dai richiedenti, l’amministrazione comunale è comunque tenuta a indicare nello stesso provvedimento le aree alternative destinate alla pratica del naturismo.
  • ART.4
    1. L’accesso alle aree pubbliche destinate alla pratica del naturismo ai sensi della presente legge è sempre libero e gratuito.
    2. Le aree pubbliche destinate alla pratica del naturismo possono essere concesse a privati nella misura massima del 50 per cento della loro estensione complessiva individuata da ciascun comune. Il concessionario garantisce il miglior funzionamento dell’area, eventualmente anche attraverso l’applicazione di apposite tariffe di accesso, nonché il controllo sulla corretta fruizione degli spazi ed il rispetto della normativa vigente. L’ atto di concessione definisce il canone dovuto al Comune. 1. La concessione di aree pubbliche può essere attribuita ad associazioni, società o altri soggetti privati ai fini della realizzazione di strutture turistico-ricettive destinate alla pratica del naturismo.
  • ART.5
    1. Le aree destinate alla pratica del naturismo devono essere segnalate e delimitate mediante l’affissione di appositi cartelli recanti l’ indicazione che si tratta di aree destinate alla pratica del naturismo. In nessun caso tali aree possono essere delimitate da reti, staccionate o altra forma di recinzione. La delimitazione delle aree deve comunque assicurare la loro agevole identificazione da parte delle persone che non praticano il naturismo.

La prima proposta di legge sul naturismo, in Italia, venne presentata il 19 ottobre del 1993 dall'Onorevole Sauro Turroni della Federazione dei Verdi durante la XII Legislatura. Tale proposta di legge fu ripresentata nella successiva XIII Legis-latura (dal 09/05/1996 al 29/05/2001) con il numero C.529 e fu sottoscritta da 106 parlamentari di quasi tutte le forze politiche. Anche l’ Onorevole Piergiorgio Massidda di Forza Italia presentò una sua proposta di legge, la C.6490. Nel marzo del 2000, la XII Commissione della Camera dei Deputati (Affari Sociali) discusse per la prima volta la questione esprimendo l’ esigenza di formulare un testo unico. A tale scopo venne nominato un “comitato ristretto” e venne ascoltata in audizione una rappresentanza della FENAIT.
Nel gennaio del 2001 la XII Commissione adottò il testo unificato “Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista” ma, volgendo la legislatura oramai al termine, la proposta di legge non poté essere approvata.
Nel frattempo, nel 1999, il Comune di Roma, guidato dall’allora Sindaco Francesco Rutelli, approvava la delibera n. 104 in base alla quale spiagge libere attrezzate avrebbero potuto essere destinate alla pratica del naturismo.
Tale delibera veniva applicata individuando un tratto di circa 200 m. della spiaggia di Capocotta, all’ altezza del chilometro 9,200 della via litoranea. Nasceva così la prima spiaggia libera in Italia dove è possibile praticare il naturismo tutelati dalla legalità. Nel corso della XIV Legislatura (dal 30/05/2001 al 27/04/2006) vennero presentate ben quattro proposte di legge.
L’On. Piergiorgio Massidda, rieletto, ripresentò in data 30 maggio 2001 la propria proposta di legge C. 286 “ Norme per il riconoscimento del diritto alla pratica del naturismo” . La proposta di legge Massidda, in cui non compaiono cofirmatari, fu assegnata alla XII Commissione (Affari Sociali) in data 25 luglio 2001 ma non ne è mai iniziato l’esame in quanto mai iscritta all’ ordine del giorno di tale Commissione. L’On. Sauro Turroni , nella XIV legislatura, fu eletto al Senato della Repubblica e, in qualità di Senatore, ripresentò la propria proposta di legge, S. 153, in data 7 giugno 2001 ma tale atto non fu mai assegnato.
Sempre nella XIV Legislatura, per iniziativa parlamentare dell’ On. Alfonso Pecoraro Scanio (Misto, Verdi-U), in data 21 giugno 2001, fu presentata la proposta di legge C.961 “ Riconoscimento della pratica del naturismo” . La proposta di legge Pecoraro Scanio, con 24 cofirmatari dell’ area del centro sinistra, fu assegnata alla XII Commissione (Affari Sociali) in data 11 ottobre 2001 ma non ne è mai iniziato l’esame. Il 28 luglio 2004, ancora nella XIV legislatura, con grande sostegno della FENAIT, fu presentata per iniziativa parlamentare dell’On. Franco Grillini (Dem . Sin.-U) la proposta di legge C. 5194 “ Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricettive riservate ai naturisti”. La proposta di legge Grillini, con oltre 40 cofirmatari dell’area del centro sinistra, fu assegnata alla XII Commissione (Affari Sociali) in data 27 settembre 2004 ma, nonostante le numerose iniziative a sostegno, non venne iscritta nel calendario dei lavori della stessa Commissione fino alla fine della legislatura.
Nella XV Legislatura (dal 28/04/2006 al 28/04/2008) oltre alla proposta di legge dell’On. Franco Grillini 'Depenalizzazione della pratica del naturismo e disciplina delle strutture turistico-ricreative riservate ai naturisti'(C.276), ripresentata all'avvio della legislatura alla Camera dei Deputati, il 26 settembre 2006 fu presentata, per iniziativa dell'On. Angelo Bonelli la proposta di legge 'Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica del naturismo' (C.1703). Nel frattempo, il 26 luglio 2006, la Regione Emilia-Romagna approvava una legge regionale dal titolo "Valorizzazione del turismo naturista" avente lo scopo di favorire questa nicchia turistica con il riconoscimento di aree demaniali a essi riservate. Sempre nella XV Legislatura erano anche stati presentati al Senato altre due proposte di legge.
Il Senatore Verde Gianpaolo Silvestri presentò il progetto di legge S.479 con testo identico a quello dell’ On. Grillini e il Senatore Piergiorgio Massidda ripresentò il suo S.450. Nessuno dei progetti di legge presentati in questa XV Legislatura cominciò i lavori per il termine anticipato della legislatura stessa. Infatti, a causa della crisi di governo aperta dal voto di sfiducia in Senato al Governo Prodi il 24 gennaio 2008 e alla remissione del mandato esplorativo da parte del presidente del Senato Franco Marini, il Presidente della Repubblica sciolse le Camere il 6 febbraio 2008.
Nella XVI Legislatura (dal 29/04/2008 al 14/03/2013) sono due le proposte di legge sul naturismo presentate entrambe al Senato della Repubblica: l’ una vede come primo firmatario la Senatrice Donatella Poretti (PD) l’altra il Senatore Piergiorgio Massidda (PdL). La Senatrice Dona-tella Poretti del gruppo radicale del Partito Democratico presentò, il 5 dicembre 2008, la proposta di legge S.1265 “ Depenalizza-zione e legalizzazione della pratica del naturismo” con di-versi cofirmatari tra cui anche l’ illustre Prof. Umberto Veronesi. La stessa proposta di legge, che ripropone il testo già presentato nella scorsa legislatura dall’ Onorevole Franco Grillini, in data 12 marzo 2009 fu assegnato alla I Commissione permanente (Affari Costituzionali), ma non è mai iniziato l’esame. Il Senatore Massidda presentò ancora il progetto di legge S.478 il 12 maggio 2008, lo stesso in data 24 settembre 2008 fu stato assegnato alla 1a Commissione permanente (Affari Costituzionali): non è mai iniziato l’ esame sino al termine della legislatura.
Nel frattempo, il Comu-ne di San Vincenzo (LI), con delibera n. 83 del 24/03/2010 destinava ufficialmente un tratto della spiaggia del Nido dell’Aquila alla pratica del naturismo. Nel 2011 anche il Comune di Camerota (SA) con delibera n. 80 autorizza ufficialmente la pratica del naturismo sulla parte finale di circa 300 metri della spiaggia a sud di Cala Finocchiaro soprannominata spiaggia del Troncone.
Il 9 agosto 2013 la Regione Abruzzo approvava la legge regionale n. 26 del 9 agosto 2013 “ Valorizzazione del turismo naturista” , seguita dalla Regione Veneto che, il 7 febbraio 2014, approva una analoga legge regionale, la n.7 “ Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista”.
Nell’attuale XVII Legislatura (iniziata il 15/03/2013) è stata recentemente presentata, il 10 marzo 2014, per iniziativa dell’ On. Luigi Lacquaniti (SEL, Sinistra Ecologia Libertà) la Proposta di legge C.2171 "Disposizioni per il riconoscimento della pratica del naturismo e lo sviluppo della capacità turistico-ricettiva in Italia".

Regione Piemonte
LEGGE REGIONALE n. 21 del 21 settembre 2015
LEGGE REGIONALE n. 21 del 21 settembre 2015 Disciplina del turismo naturista. (B.U.24 Settembre 2015, n. 38)
QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE PER LO SVILUPPO DEL TURISMO NATURISTA IN PIEMONTE

Regione Veneto
LEGGE REGIONALE 07 febbraio 2014, n. 7.
Bur n. 18 del 14/02/2014 - (Codice interno: 268181).
Riconoscimento e valorizzazione del turismo naturista.
QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE PER LO SVILUPPO DEL TURISMO NATURISTA IN VENETO

Regione Emilia Romagna
LEGGE REGIONALE 31 luglio 2006, n. 16#LR-ER-2006-16#.
Valorizzazione del turismo naturista.
Bollettino Ufficiale n. 113 del 31 luglio 2006.
QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE PER LO SVILUPPO DEL TURISMO NATURISTA IN EMILIA ROMAGNA

Regione Abruzzo
LEGGE REGIONALE 9 agosto 2013, n. 26.
Valorizzazione del turismo naturista.
(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 157/11 del 30 luglio 2013, pubblicata nel BURA 21 agosto 2013, n. 79 Speciale ed entrata in vigore il 22 agosto 2013).
QUI IL TESTO COMPLETO DELLA LEGGE PER LO SVILUPPO DEL TURISMO NATURISTA IN ABRUZZO

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